sabato 14 luglio 2012

Hellraiser 5 - Inferno

Hellraiser 5 Inferno
Titolo: Hellraiser 5 - Inferno
Regista: Scott Derrickson
Anno: 2000
Genere: USA
Nazionalità: Horror, Thriller psicologico
Attori principali: Craig Sheffer, Nicholas Turturro, James Remar, Nicholas Sadler, Noelle Evans, Doug Bradley

Trama: Joseph Thorne è poliziotto veterano, ma fa uso di droghe e tradisce regolarmente la moglie con delle prostitute. Un giorno, su una scena del crimine, in cui la vittima è un suo vecchio compagno di liceo, rinviene una misteriosa scatola. La prende e la porta con sé. La notte la passa assieme a una prostituta, e nel bagno apre la scatola. Da allora inizia ad avere visioni di mostri e demoni, e la sua mente inizia a vacillare.

Commenti: E siamo infine arrivati al quinto articolo della rassegna sui film della saga "Hellraiser". Questo "Inferno" è il primo film della serie uscito direttamente per il mercato home-video, e a posteriori c'è da dire meno male, perché a pensare un film del genere proiettato in una sala cinematografica mi vengono i brividi. E non perché il film faccia paura, ovviamente. Ora, se vi basta una recensione minimale, credo che quella frase basti e avanzi, se invece siete curiosi di sapere come mai la saga ha toccato un punto più basso del già orrendo quarto film, allora potete continuare con la lettura della recensione.
Allora, detto chiaro e tondo, il problema principale di questo "Hellraiser 5" è che non si può definire affatto un vero e proprio Hellraiser. È, invece, il chiaro esempio di come si possa prendere un franchise, con tanto di film già usciti e di successo che hanno segnato la via che interessa agli appassionati, e buttarlo senza troppi complimenti nel cesso. Senza nemmeno darsi la briga di tirare lo sciacquone, peraltro. Pinhead, simbolo della serie assieme alla Configurazione del Lamento, appare tre volte contate in un'ora e mezza di film. La prima è un'apparizione di un micro-secondo, senza nemmeno una battuta. Nelle altre due, il capo dei Supplizianti parla anche, e - per così dire - fa qualcosa. Ma sia le sue parole sia le sue azioni sono del tutto prive del mordente che ha sempre caratterizzato questa figura demoniaca così forte. Quello che dice non sembra nemmeno detto da lui, gli hanno messo in bocca un messaggio che con i Supplizianti non ci appiccica veramente nulla. Gli altri Cenobiti che appaiono sono piuttosto anonimi e potevano essere tranquillamente sostituiti da mostri a caso senza che ci si perdesse in coerenza narrativa. Uno di essi è inoltre una pittoresca re-interpretazione del Chatterer dei primi due film. Pittoresca per non dire altro, visto che è il Cenobita peggio realizzato dal punto di vista estetico. Anche Pinhead poteva essere sostituito da un altro mostro a caso, e la storia si sarebbe ancora retta senza problemi. A questo punto, perché tirare in mezzo i Cenobiti se non li usi?
Sì, mi rendo conto che la recensione è abbastanza confusionaria. Il fatto che i Cenobiti ci siano, non implica che vengano usati come tali, da qui la considerazione per cui questo Hellraiser non è un Hellraiser. Hellraiser è, come sanno anche le pietre, sangue e carne. Urla, dolore, sofferenza e disperazione. La dimensione carnale è il fulcro della potenza narrativa di Hellraiser, il motivo che la rende una serie diversa dal resto degli altri horror classici. Qui scompare. Senza pietà. Non viene ridotta, semplicemente scompare. Pinhead e soci non sono interessati alla sofferenza fisica. Non più, hanno cambiato idea. Buon per loro, male per noi. Perché "Hellraiser 5" è essenzialmente un horror psicologico. Anche fin troppo classico, in effetti. C'è il solito protagonista la cui morale è piuttosto discutibile e ci sono le solite allucinazioni, visioni e mistificazioni della realtà. Il dubbio di star impazzendo, uno psichiatra che sta lì ad ascoltare, ripetizioni a nastro e tutta la roba che viene venduta tanto al chilo ai registi in cerca di drammi psicologici. Per dire, la struttura è talmente banale e scontata, che risultano ovvie le due grosse rivelazioni della trama. La prima riguarda la natura del famigerato Ingegnere, colui che tiene le fila della malavita della città e gestisce i passaggi di consegna della scatola dei Cenobiti. La seconda è il finale vero e proprio della vicenda, con annessa scoperta dell'identità del serial killer. Tutti aspetti che risulteranno scontati anche al meno scafato degli spettatori di thriller e horror di bassa lega.
Tutte le scene violente non esistono. Hellraiser, come sanno anche i canguri, ha un particolare interesse nella rappresentazione del dolore, del sangue e della carne. Le scene delle resurrezioni di Frank e di Julia nel primo e nel secondo film sono magistrali da questo punto di vista. Ora, io non sono un fan sfegatato del sangue a fiumi, ma stiamo pur sempre parlando di un capitolo di Hellraiser. Se proprio vuoi giocare con la psicologia anziché con la carne, almeno quelle poche misere scene di violenza mostrale. No, troppa fatica, povero Derrickson. Qui ogni scena violenta ha il suo bel stacco che ci impedisce di vedere qualsiasi cosa, se non il volto angosciato del protagonista. Gli episodi speciali di Halloween dei Simpsons sono decisamente più splatter di questo film. E ho detto tutto. In tutto questo marasma di incongruenze con le basi della serie dei film, perché continuarlo a chiamare "Hellraiser"? Perché star lì a sfruttare i diritti se non li sfrutti affatto? Ma soprattutto, Derrickson, perché ti sei prestato a questo scempio? Non ti conosco, non so che altri film hai diretto, ma solo per questo "Inferno", condoglianze per la tua carriera.
Ora alcune considerazioni pacate sugli aspetti tecnici della pellicola, perché altrimenti ci si dimentica che anche dietro alla ciofeca peggiore c'è dell'impegno e del lavoro. Ricordatevi di questa cosa, per quando parleremo del nono film della saga. Allora, la regia è del tutto sballata, nel senso che si muove in modo convulso e caotico. Ha un solo guizzo interessante, in una scena in cui del sangue scorre sotto una porta. Esatto, praticamente come nel terzo film. Si può definire guizzo, una citazione palese a un precedente film della serie? Ma sì, concediamoglielo, è stato un bel guizzo. Abbiamo poi delle musiche piuttosto anonime, e quando non sono anonime sembrano uscite fuori da un film fantasy. Un fantasy anonimo, per chiarire. Abbiamo una sceneggiatura che fa acqua con i personaggi secondari: ad esempio Tony, il collega del protagonista, perde fiducia in lui dopo che scopre che Joseph si droga e va dalle prostitute a tradire la moglie. Poi, senza alcun motivo, riacquista fiducia in lui e lo aiuta in una sequenza  a metà del film. Insomma, lo aiuta per modo dire, gli fa compagnia in macchina durante il viaggio, ma poi arriva tardi quando Joseph viene riempito di botte da dei loschi figuri. Poi, sempre senza alcun motivo apparente, Tony torna a mal vedere Joseph, e quindi a mettergli i bastoni tra le ruote. Oltre a riempirlo di botte lui stesso, tanto per convincerlo che è dalla sua parte. Insomma, mi sa che anche dal punto di vista tecnico è tutto noioso.
Potrà sembrarvi eccessiva questa recensione, troppo sopra le righe, poco impostata e molto di petto. Il fatto è presto spiegato. Adoro il primo Hellraiser, e anche il secondo lo reputo molto buono. Vedere questo abominio spacciato come un Hellraiser fa rabbrividire, per non dire altre parole. Magari - e dico magari! - se avessero fatto la stessa storia, ma senza i Cenobiti e la scatola, sarebbe anche risultato un film più interessante. Magari banale, scontato, ingenuo, come tanti nel marasma degli horror di bassa lega, ma per lo meno onesto. Vedere questo abominio spacciato come un Hellraiser è farsi prendere per i fondelli dalla casa di produzione. Né più né meno.

Voto: 4

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato!

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...