Regista: Tony Randel
Anno: 1989
Genere: Horror
Nazionalità: Gran Bretagna
Attori principali: Clare Higgins, Ashley Laurence, Doug Bradley, William Hope, Kenneth Granham, Imogen Boorman
Trama: Due flashback ci riassumono il primo episodio in cui Julia aveva cercato di sottrarre l'amante alla morte e si era scontrata con i Cenobiti. Kirsty, figliastra di Julia, si trova adesso in un ospedale psichiatrico diretto dal professor Channard, che da tempo cerca di valicare le porte degli inferi. Channard ha incaricato Tiffany, una sua misteriosa paziente, di risolvere puzzle ed enigmi, in vista di mettere le mani sulla Configurazione del Lamento. In tempi diversi Channard, Kirsty, Tiffany e Julia, riportata in vita dal dottore, si ritroveranno nell'inferno del Labirinto, alle prese con i Supplizianti.
Commenti: Il segreto per riuscire a fare un secondo capitolo di buona qualità, per quanto mi riguarda, sta nel cambiare completamente la scena. Non realizzare un seguito che ricalchi le orme del primo capitolo, ma giocare su nuove atmosfere e aspetti della storia. Solo in questo modo - mantenendo un rispettoso distacco dal capostipite - si può creare qualcosa di interessante e non la pallida imitazione del film precedente. Se interessa, l'argomento si potrebbe approfondire in un articolo generale a parte.
Questo secondo Hellraiser è tecnicamente anche meglio del primo film. La regia è più solida, le inquadrature molto più suggestive. Gli effetti speciali sono migliorati, a parte qualche scivolone nelle scene finali della pellicola. Le sequenze della resurrezione di Julia e dell'arrivo dei Cenobiti sono devastanti, un pugno sullo stomaco sia a livello visivo che psicologico, sono scene in cui si respira ancora quell'aria malsana che ha reso grande il primo Hellraiser. Tuttavia in questo film il fulcro della narrazione non sono più i Supplizianti, bensì il loro mondo. Il Labirinto, un mondo di sangue, carne, desiderio, sesso, congegni meccanici, incubi, visioni. Suggestivo, onirico, tenebroso e - ovviamente - malsano. Un inferno deviato. Non c'è logica, non quella dell'essere umano per lo meno. È il regno della follia, la follia di carne e sangue. Un mondo senza fine che si auto-alimenta, in cui i concetti di entrata e uscita perdono di significato. Da questo punto di vista, entrare dalla casa di Channard e uscire nell'ospedale psichiatrico non è una contraddizione della sceneggiatura. Questo apparente errore sottolinea la vastità del mondo dei Cenobiti. Esso abbraccia tutte le sfere della realtà, non ha una sua collocazione precisa, ma coesiste contemporaneamente in tutti i luoghi in cui le porte possono aprirsi.
La storia viene approfondita rispetto al primo film. Oltre a scoprire com'è fatto il mondo dei Cenobiti, apprendiamo anche alcune leggi che lo governano. Intuiamo cosa si cela dietro tutto, ma la grandezza della sceneggiatura sta anche nel non voler svelare troppo, lasciando tutto avvolto in quell'alone di mistero che intriga e sospinge lo spettatore a continuare a guardare. Diventiamo consapevoli della vera natura dei Cenobiti, dei loro processi di nascita, e quest'aspetto aggiunge orrore all'orrore, perché lo avvicina alla nostra condizione, alla sfera umana. Il Male assoluto è dentro di noi, per quanto ciò possa sembrare una contraddizione. Non lo è, come la questione delle entrate e delle uscite al mondo dei Cenobiti.
Il ritmo è sostenuto nella prima parte, gli eventi si susseguono quasi con fretta, per poi rallentare a metà pellicola, quando si entra nel Labirinto. In quella dimensione oscura, c'è da tanto da vedere e tanto da sentire. Il ritmo si abbassa, ma l'occhio dello spettatore è tutto per le immagini che sta vedendo. Kristy, Julia, Channard e Tiffany si muovono per motivi diversi - e anche a velocità narrative diverse - nel dedalo di corridoi e stanze. La regia non risparmia nulla, la sceneggiatura non lascia respiro. Appena una scena si conclude, un'altra sta già iniziando, senza sosta, senza pietà. È un continuo crescendo, fino alla terribile conclusione, in cui è necessario sporcarsi le mani per poter uscire da un luogo del genere.
Christopher Young, che ha curato la colonna sonora, conferma la buona prova data nel primo film. Le musiche di "Hellraiser 2" sono molto evocative, altisonanti in alcuni casi, accompagnano bene le sequenze e tengono alta la tensione. Riescono a contribuire a quell'alone di mistero che avvolge il Labirinto, esaltandone gli aspetti più fantastici.
Spesso i capitoli due delle serie soffrono, sia di fronte al film originario sia davanti a sé stessi. "Hellraiser 2" è una buona prova, un esempio di come si possa prendere materiale originale come il primo Hellraiser e costruirci sopra un film interessante, che mantiene sia le atmosfere malsane del primo episodio e ne aggiunge di nuove, altrettanto devastanti e allucinate.
Questo secondo Hellraiser è tecnicamente anche meglio del primo film. La regia è più solida, le inquadrature molto più suggestive. Gli effetti speciali sono migliorati, a parte qualche scivolone nelle scene finali della pellicola. Le sequenze della resurrezione di Julia e dell'arrivo dei Cenobiti sono devastanti, un pugno sullo stomaco sia a livello visivo che psicologico, sono scene in cui si respira ancora quell'aria malsana che ha reso grande il primo Hellraiser. Tuttavia in questo film il fulcro della narrazione non sono più i Supplizianti, bensì il loro mondo. Il Labirinto, un mondo di sangue, carne, desiderio, sesso, congegni meccanici, incubi, visioni. Suggestivo, onirico, tenebroso e - ovviamente - malsano. Un inferno deviato. Non c'è logica, non quella dell'essere umano per lo meno. È il regno della follia, la follia di carne e sangue. Un mondo senza fine che si auto-alimenta, in cui i concetti di entrata e uscita perdono di significato. Da questo punto di vista, entrare dalla casa di Channard e uscire nell'ospedale psichiatrico non è una contraddizione della sceneggiatura. Questo apparente errore sottolinea la vastità del mondo dei Cenobiti. Esso abbraccia tutte le sfere della realtà, non ha una sua collocazione precisa, ma coesiste contemporaneamente in tutti i luoghi in cui le porte possono aprirsi.
La storia viene approfondita rispetto al primo film. Oltre a scoprire com'è fatto il mondo dei Cenobiti, apprendiamo anche alcune leggi che lo governano. Intuiamo cosa si cela dietro tutto, ma la grandezza della sceneggiatura sta anche nel non voler svelare troppo, lasciando tutto avvolto in quell'alone di mistero che intriga e sospinge lo spettatore a continuare a guardare. Diventiamo consapevoli della vera natura dei Cenobiti, dei loro processi di nascita, e quest'aspetto aggiunge orrore all'orrore, perché lo avvicina alla nostra condizione, alla sfera umana. Il Male assoluto è dentro di noi, per quanto ciò possa sembrare una contraddizione. Non lo è, come la questione delle entrate e delle uscite al mondo dei Cenobiti.
Il ritmo è sostenuto nella prima parte, gli eventi si susseguono quasi con fretta, per poi rallentare a metà pellicola, quando si entra nel Labirinto. In quella dimensione oscura, c'è da tanto da vedere e tanto da sentire. Il ritmo si abbassa, ma l'occhio dello spettatore è tutto per le immagini che sta vedendo. Kristy, Julia, Channard e Tiffany si muovono per motivi diversi - e anche a velocità narrative diverse - nel dedalo di corridoi e stanze. La regia non risparmia nulla, la sceneggiatura non lascia respiro. Appena una scena si conclude, un'altra sta già iniziando, senza sosta, senza pietà. È un continuo crescendo, fino alla terribile conclusione, in cui è necessario sporcarsi le mani per poter uscire da un luogo del genere.
Christopher Young, che ha curato la colonna sonora, conferma la buona prova data nel primo film. Le musiche di "Hellraiser 2" sono molto evocative, altisonanti in alcuni casi, accompagnano bene le sequenze e tengono alta la tensione. Riescono a contribuire a quell'alone di mistero che avvolge il Labirinto, esaltandone gli aspetti più fantastici.
Spesso i capitoli due delle serie soffrono, sia di fronte al film originario sia davanti a sé stessi. "Hellraiser 2" è una buona prova, un esempio di come si possa prendere materiale originale come il primo Hellraiser e costruirci sopra un film interessante, che mantiene sia le atmosfere malsane del primo episodio e ne aggiunge di nuove, altrettanto devastanti e allucinate.
Voto: 8
| Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato! |

Nessun commento:
Posta un commento